Pubblicato 15:16 - da Redazione con 0 commenti

Donne e lavoro, penalizzazioni e discriminazioni continuano

Nel mercato del lavoro italiano le migliori retribuzioni e posizioni professionali riguardano soprattutto gli uomini. Le donne, a conti fatti, sono a tutt'oggi penalizzate. La conferma, al di là delle opinioni  e dei luoghi comuni, arriva da un recentissimo sondaggio condotto dal gruppo Hays che ha intervistato ben 150 professioniste italiane. Ebbene, è palesemente emerso che si sentono discriminate, con minori opportunità di carriera e stipendi più bassi rispetto ai loro colleghi uomini. E per far valere la propria opinione, devono fare la voce grossa.


Per il 96% delle intervistate, l’Italia non è un paese che facilita il “lavoro della donna”; tra i principali problemi evidenziati, l’arretratezza culturale del nostro paese, i pregiudizi, gli scarsi incentivi per le mamme lavoratrici e, infine, le posizioni ai vertici, ricoperte quasi esclusivamente da uomini.
E se una intervistata su due (48,8%) dichiara di essersi sentita discriminata o svantaggiata sul lavoro in quanto donna, per l’83% di coloro che hanno preso parte all’indagine, le retribuzioni sono sbilanciate in favore dei colleghi maschi, che possono contare anche su bonus più sostanziosi.
Molto importante anche l'aspetto dei "sacrifici", cioè di quanto e cosa le donne in carriera intervistate hanno dovuto sacrificare per la professione: il 43%, sostiene di aver rinunciato alla propria femminilità sul posto di lavoro, adottando un atteggiamento più maschile per potersi fare strada, mentre il 44% afferma di aver addirittura sacrificato la propria famiglia”.
La vera parità e l'assenza assoluta di discriminazioni rimangono quindi un meri principi o prescrizioni legali che nei fatti rimangono inattuati, a tutto discapito del progresso civile, sociale ed economico del mondo in cui viviamo.

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